APSL - Ente di Promozione Sociale
Editoriali
BOLLINO NERO E UNA SPERANZA

Un agglomerato di case appendice di una frazione lontana qualche chilometro dal Comune. La strada arriva e finisce lì. Le finestre chiuse, un uomo bagna l’orto e là, dove la strada finisce, un triangolo segnala un pericolo. Cinquanta metri più in su, un uomo sega la legna. Indossa enormi cuffie alle orecchie, grandi occhiali ed i guanti.

In una estate da bollino nero, di lutto in tutto il Paese per le continue e drammatiche morti dovute alle crepe nella mentalità di far sicurezza, in una sperduta borgata di montagna, in solitudine, un uomo rispetta la sua vita, la salute e la sicurezza sua e degli altri. Sta lavorando per sé, non bolla la cartolina, non ha padroni, lavora per sé stesso come chi cucina, stira, guida un mezzo o coltiva l’orto o come chi lavora come dipendente. Il buon senso, il rispetto per la vita propria e per quella degli altri è un’eco lontana da questa estate di rabbia e dolore. Potremmo ricominciare da qui, dalle macerie della leggerezza e dal buon senso contadino.

Redazione