APSL - Ente di Promozione Sociale
Editoriali
TECNOLOGIE E RESPONSABILITÀ

Un piano regionale, un tavolo di lavoro, milioni di euro e una cabina di regia.

A distanza di ormai un mese dalle morti alla Lamina milanese, dalle promesse di maggior attenzioni in materia di salute e sicurezza, la Lombardia rilancia il Comitato regionale di coordinamento e dà il buon esempio attraverso un modello organizzativo per la prevenzione e vigilanza in salute e sicurezza sul lavoro ma nella pratica cosa cambia? Negli anni della quarta rivoluzione industriale, industria 4.0, i maggiori investimenti economici sono rivolti alla tecnologia e all’automazione e meno all’individuo, al lavoratore. Il fatto, tuttavia, che si istituiscano tavoli di lavoro, consente maggiore coinvolgimento dei lavoratori i quali sono più responsabilizzati. Ingegnare nuove tecnologie, costruire impianti di sorveglianza e sicurezza aiuta la qualità del lavoro ma i lavoratori restano responsabili di se stessi, non delegano agli automatismi la loro stessa incolumità. È in atto un nuovo stile di “umanesimo” in cui l’uomo, inventore delle tecnologie, trasferisce alcuni poteri agli automatismi, per esempio il fermo di un impianto in condizioni di pericolo o l’interruzione di energia elettrica, l’autolavaggio… trasferisce alcune conoscenze ed alcuni poteri ma non delega l’attività di consapevolezza e responsabilità di se stessi. Agli automatismi non si può chiedere coinvolgimento e partecipazione, buon senso, agli esseri umani, ai lavoratori, sì. Il concetto del buon senso è, per altro, il punto di partenza già indicato, attraverso le espressioni di informazione e formazione nella direttiva quadro CEE 89/391, per inserire la tutela del nostro patrimonio umano in tutti i gradi della pubblica istruzione, partendo, ovviamente, dalla preventiva preparazione del corpo docente. Sembra ambizioso ed impegnativo ma ne vale la pena.

Redazione