APSL - Ente di Promozione Sociale
Editoriali
SCONTO CON BEFFA (AI DANNI DELLA PREVENZIONE)

Per legge un aiuto alle imprese che formano

i dipendenti purché non siano corsi sulla sicurezza

La sicurezza va tutelata… Questo abbiamo sentito dire durante la marcia di manifestazione a seguito dei morti sul lavoro in Lombardia. Tutti a camminare insieme, metalmeccanici e sindacalisti raggiunti poi da qualche politico di spicco ed in campagna elettorale. Tutti insieme armati di slogan da propaganda per combattere contro le morti bianche.  Lodevole e sempre commovente iniziativa quella della sfilata di bandiere multicolore sventolate come barriera contro gli incidenti e la morte. Una domanda sorge spontanea: tutti questi sindacalisti, politici, esperti di sicurezza, dov’erano quando si trattava di firmare la legge di bilancio?

La Legge di bilancio n. 205 del 27 dicembre 2017 al comma 46 dell’art. 1 recita: “A tutte le imprese … è attribuito un credito d’imposta nella misura del 40 per  cento  delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente  per il periodo in cui è occupato in attività di formazione …” È una buona notizia per le imprese, una volta tanto arriva uno sgravio per chi fa impresa. Si dice spesso che agevolando le misure fiscali degli imprenditori, anche i lavoratori ne traggono beneficio ed il tutto va a vantaggio della qualità e del made in Italy. Bene. Questo era il comma 46. C’è un però al comma 49: “Non si  considerano attività  di  formazione  ammissibili  la formazione  ordinaria  o  periodica  organizzata dall’impresa   per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute  e  sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione  dell’ambiente  e  ad  ogni  altra normativa obbligatoria in materia di formazione. Ecco, chiuso il discorso “cultura” della sicurezza. Ma non finisce qui. La legge n. 244 del 24 dicembre 2007, all’art 1 comma 241, istituiva presso l’INAIL un Fondo per le vittime dell’amianto. Buona notizia. Peccato che, lo scorso dicembre, sempre nella legge di bilancio n. 205, al comma 189 si legge che il Fondo “è  incrementato della somma di 27 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018,  2019 e  2020,  con  corrispondente  riduzione  delle  risorse  strutturali programmate  dall’INAIL  per  il  finanziamento   dei   progetti   di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9  aprile 2008, n. 81.” L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Varrebbe la pena incentivare la prevenzione della sicurezza lavoro, non scoraggiarla.

Chi dice che “la sicurezza va tutelata” dov’era quando si stava firmando questa legge?

Redazione