APSL - Ente di Promozione Sociale
Editoriali
LEI NON SA CHI SONO IO

    Privacy e riservatezza per legge

Quando eravamo bambini noi, i genitori ed i nonni si raccomandavano affinché noi non parlassimo con gli sconosciuti, non dicessimo dove abitavamo, non dessimo il nostro numero di telefono. Si raccomandavano affinché non facessimo ad alta voce per strada sul bus o in pubblico i nomi e cognomi di chicchessia tantomeno raccontare ad estranei di noi o degli altri, evitare le confidenze sulla vita altrui… I saggi insegnamenti e la riservatezza di un tempo sembrano spazzati via dal bisogno di attenzione mendicato sui social. Sembra un mondo lontanissimo quello di quando eravamo piccoli, oggi per strada, nei negozi, su facebook, sui gruppi waap, ovunque la riservatezza è bandita, vengono persino pubblicati dati considerati sensibili, eppure… Eppure il Regolamento UE/2016/679,  una legge, impone la riservatezza almeno per i dati sensibili.  Se ci troviamo in farmacia, cerchiamo di non oltrepassare la linea gialla, di rispettare la riservatezza di chi ci precede. Se sul lavoro qualcuno chiede di parlare con un/una collega assente, evitiamo di dire il motivo e la durata dell’assenza. Frequentando i social, evitiamo di pubblicare le foto di nostri bimbi, i certificati di malattia e /o di gravidanza… Se noi per primi abbiamo cura della nostra riservatezza, della privacy e di quella altrui, anche gli altri si comporteranno allo stesso modo

Redazione