APSL - Ente di Promozione Sociale
Editoriali
Cervelli in fuga

 

Delocalizzazione, riorganizzazione aziendale, fusione e partnership. Sono alcuni tra i titoli di giornali degli ultimi tempi, alcuni tra i termini o concetti espressi dai vertici industriali di aziende italiane o ex-italiane.

Da parte dei lavoratori riecheggiano atteggiamenti e parole di sofferenza, disagio, preoccupazione. I posti di lavoro persi in pochi giorni sono una manciata di migliaia e vanno dall’Ilva di Taranto alla Knorr di Verona, dalla Whirlpool di Napoli ad altre realtà sparse lungo lo Stivale. Gli imprenditori chiudono o lasciano l’Italia. Molti lavoratori perdono il lavoro, molti giovani lasciano l’Italia. Cervelli in fuga. Tra gli uni e gli altri, tra i datori di lavoro ed i lavoratori, ci sono i sindacati. Sfilano armonicamente lungo le strade raccogliendo disoccupati di ieri, di oggi ed anche quelli che lo saranno a breve. Sfilano, si abbracciano in lunghi slogan scritti su striscioni, cantano a squarciagola, sventolano bandieri e contratti, riempiono le piazze con promesse di speranza e scioperi per un futuro migliore, chiarezza di idee e propositi di ferma opposizione ai maltrattamenti dei padroni. Qualche foto, un panino poi tutti in una nuova città, un nuovo corteo. Le foto ritraggono realtà diverse eppure della stessa medaglia. Nel momento in cui si decidesse di affrontare e risolvere una buona parte dei problemi lavorativi si dovrà considerare la possibilità di collaborare, coinvolgimento e partecipazione di tutte le parti, prima di iniziare: i sindacati dovrebbero lavorare all’interno delle aziende, negli uffici del personale, partecipare alla stesura delle regole, prima e non dopo per chiudere le trattavive di licenziamento. Libertà è partecipazione… lo diceva anche Gaber

Redazione